POESIE ORALI DEL PRIMOGENITO

Pubblicato Lunedì 13 Aprile 2009

“Forse stasera viene una notte profonda”


TRENI

Pubblicato Venerdì 3 Aprile 2009

Care mamme,

vogliamo cominciare a fare qualcosa? Raccogliamo le firme per chiedere alle ferrovie di mettere sui treni (almeno quelli a lunga percorrenza) dei fasciatoi per cambiare i bambini?

Potete lasciare il vostro nome e la vostra mail. Oppure scrivermi a: mammestufe09@gmail.com


MAMMAMIA sul FOGLIO.it

Pubblicato Venerdì 3 Aprile 2009

Dal primo aprile questo sito si sdoppia: sul foglio.it c’è un blog su mamme e molti dintorni. Qui si ricomincia a fare quello per cui questo spazio era nato: piccole battaglie concrete di civiltà mammesca. O civiltà e basta.


MAMME AL LAVORO

Pubblicato Venerdì 27 Marzo 2009

L’eurodeputata danese Hanne Dahl dovrebbe fare scuola. Si è portata la figlioletta neonata al Parlamento europeo, per non mancare alle sedute. Gira tra i banchi e i colleghi con la pupa in braccio. Che meraviglia. Se c’è un modo per risolvere il conflitto lavoro-maternità, quello è portarsi i pupi dentro gli uffici. Vuol dire che a ogni azienda deve corrispondere un asilo aziendale, anche mini, vuol
dire che i colleghi e le colleghe devono imparare la tolleranza, vuol dire che non può esistere una separazione netta di otto o nove ore al giorno tra il tempo che si dedica al lavoro e il tempo che si dedica ai bambini. Sembra la descrizione di un mondo
futurista dove le macchina volano. Invece dovrebbe essere semplicemente la realizzazione della parità vera, quella che non comporta la rinuncia alla maternità.


EVVIVA EVVIVA LA SERENATA

Pubblicato Giovedì 26 Febbraio 2009

In tempi di crisi economica pare che si deve tornare a essere creativi anche nell’arte dell’abbordaggio. Sul Washington post si leggeva che ormai siccome i maschietti non possono più permettersi di pagare 14 dollari il Martini alla sventola caruccia e a tutte le sue amiche appena salutate al bar, allora ci si deve spremere per ritrovare metodi creativi, poco dispendiosi ma altrettanto efficaci. Così quando sembrava che la buona vecchia serenata fosse finita in soffitta ecco che rispunta dalla finestra. Che fortuna, le ragazze al tempo della crisi.


Il femminismo è finalmente morto (a spese della maternità)

Pubblicato Martedì 6 Gennaio 2009

Ho trovato scritta una cosa che ho sempre pensato. La pensa Lucetta Scaraffia. Il femminismo si è arenato da qualche parte, se siamo arrivati al punto che per avere la parità, dobbiamo rinunciare a fare figli. E se invece decidi di avere figli, devi rinunciare alla parità. E’ proprio quello che ho sempre pensato. Ma lei sa dirlo molto meglio. (E grazie a questo blog di Anna Zavaritt sul Sole24Ore).


La Tata. Capitolo secondo

Pubblicato Martedì 6 Gennaio 2009

Riassunto della puntata precedente.

Mi dissero che il modo migliore per cercare una tata era usare il passaparola. Poteva essere un metodo per non trovarsi in casa una del tutto estranea (da dove veniva, cosa voleva, che storia aveva, aveva mai strangolato bambini urlanti, aveva bambini suoi o voleva rubarsi il mio, aveva mai cucinato una pappa o ci avrebbe mischiato la candeggina, …). Bè, nonostante i buoni consigli, il passaparola non era poi un metodo così sicuro. Finii per avere in casa signore a me del tutto estranee, e spesso estranee anche alle persone che avrebbero dovuto garantire per loro, spesso tramite amiche di amiche (per solidarietà, appena si lancia la voce: “C’è una che cerca una tata”, tutte le signore che in quel momento ne conoscono altre che ne conoscono altre senza lavoro, fanno girare il tuo numero di telefono).

La prima che provai si chiamava Elèna. ‘Provare’ è un verbo grosso. Diciamo che la sentii al telefono per il cosiddetto primo colloquio. Aveva una voce squillante (”Avrà voglia di fare qualcosa, almeno”). Aveva due bambini suoi in Ucraina, stavano coi nonni (”Sarà vero, o è una copertura?”). Aveva lavorato tre anni in una famiglia, con tre bambini, che adorava. Però ora si era fidanzata con un uomo e non voleva più stare fissa in casa di altri (”E chi sarà, questo? Uno sfruttatore dei bambini? Un amante della pedopornografia? E suo marito?”). (Mai come nella valutazione di queste altre donne si diventa di colpo tradizionaliste a oltranza: se hanno il marito meglio, se non ce l’hanno chissà perché non ce l’hanno, se hanno bambini meglio, ma se non ne hanno chissà perchè non ne hanno, o dove o con chi li hanno lasciati, …).

Elèna aveva le referenze. (”Ah bè, se ha le referenze allora è tutto vero”). Le diedi un appuntamento fisico, via tal dei tali numero 9, sabato pomeriggio alle cinque.

Il sabato pomeriggio alle cinque avevo convocato la suocera. Poteva aiutarmi a capire meglio che tipo di persona avevo davanti, in fondo me la stavo mettendo in casa per 4 ore al giorno, che dopo qualche mese - a prova finita - sarebbero potute diventare sei o otto. Le avrei dovuto lasciare mio figlio. Prima qualche decina di minuti, poi qualche pasto, poi - solo poi - per la nanna e i giochi e i cambi pannolini e i sorrisi e le coccole e la manina e.

Già la odiavo, senza nemmeno nascondermelo troppo.

Alle cinque e venti non si vedeva ancora nessuno. Ci facemmo un tè (io e la suocera). Magari era in ritardo. Magari non trovava la strada (”Non l’avrà cercata sul Tutto città?”). No, forse non aveva un Tutto città. o forse non l’aveva guardato. (”Che superficialità. Chissà col bambino, come sarebbe superficiale”). Alle cinque e mezza telefono. Trafelata e quasi arrabbiata mi spiega che non trova la via. Cerco di spiegargliela, ma il suo italiano non è abbastanza preciso, oppure il telefono ha un pessimo segnale, oppure c’è troppo rumore intorno per capirmi. E’ chiaro che Elèna non arriverà mai a casa mia. Cinque telefonate dopo mi comunica la sua decisione definitiva: “Signora, troppo lontano per me, no possibile, no possibile. Ssscusa, ssscusa, ma gàrda, dale qatro in giro. No possibile. Ssscusa. Ciao”.

Fine della seconda puntata.


La Tata. Capitolo undicesimo - gli altri arriveranno

Pubblicato Venerdì 2 Gennaio 2009

Può la tata dei tuoi bambini mollarti con un sms appena prima di Natale dicendo le spiace per te e per loro? Sì, può.


VIVA LE SUOCERE

Pubblicato Lunedì 15 Dicembre 2008

Bè dispiace tanto non essere d’accordo con India Knight, che sul Times se l’è presa ancora con le suocere. Noi alle suocere faremmo un monumento. Perché una suocera è anche una nonna, una che ti leva i pargoli di torno per due ore, il giorno che stai sclerando - sempre che non abbia il bridge - , e pazienza se al nipote preferito dà da mangiare troppo prosciutto o si dimentica di fargli la pasta o gli dice sempre sì, diseducandolo. Pazienza.

E’ compito delle donne moderne, oggi, delle compagne postfemministe, delle mogli postconciliovaticanosecondo, riuscire a prendere dalle suocere semplicemente ciò che di buono possono darti, e neutralizzare il resto. E un pomeriggio libero è un regalo senza prezzo, eppure a perfetta portata di suocera. (Pazienza se poi ogni tanto tocca neutralizzare i sensi di colpa che la suocera instilla nel nostro uomo - “Amore, in vacanza con noi no, ma se vuoi domenica a pranzo da lei, volentieri”; neutralizzare i maglioncini melangiati color salmone regalati dalla suocera al suo bambino - basta riporli in fondo alla pila sotto tutti gli altri, in modo che non capiti a tiro; neutralizzare i consigli suocereschi in fatto di arredamento - “Amore, quel comò pseudoantico è perfetto per tua sorella, non credi?”). Basta un poco di nonchalance, per neutralizzare la suocera. E in cambio se ne avrà  molto, molto di più.


ANCHE NICOLE E’ CON NOI

Pubblicato Venerdì 5 Dicembre 2008

Ha detto Nicole Kidman che ha capito quanto stanca fare la mamma. Siamo in ottima compagnia (esteticamente parlando).